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Giacomo Di Tollo

Questo sito contiene tutte le informazioni sull'attività di Giacomo di Tollo, pianista italiano itinerante in Europa, insieme ai vari interessi circa la musica della sua terra, la musica della storia della sua terra, la scienza e l'intelligenza artificiale. In queste pagine é anche presente un Blog contenente le riflessioni quotidiane del musicista.

"In questo sito e blog troverete le tante riflessioni su argomenti che mi hanno appassionato durante gli anni: argomenti legati al pianoforte, alla storia della musica, alla musica del mio Paese, all'intelligenza artificiale, e a tutti i collegamenti tra questi argomenti. Voglio condividere con voi i miei spunti e mi piacerebbe conoscere i vostri!"

in Amici Della Musica Guido Albanese - Rassegna Stampa

Colonne Sonore di Giugno 2019

Il sito specializzato “Colonne Sonore”, punto di riferimento della musica da film italiana, pubblica un articolo su Guido Albanese, di cui riportiamo il testo integrale in calce. Vi si legge che Giacomo di Tollo “ha mostrato un Albanese non influenzato dalla tradizione accumulatasi sui suoi brani popolari d’autore”. La pagina è disponibile qui.

 

 

Tanti sono i musicisti la cui notorietà non supera l’orizzonte temporale della loro vita, e tra quelli che l’hanno conservata in vita  (la notorietà…), molti si ritengono già molto fortunati ad averla raggiunta per occuparsi dei giudizi posteri sulla loro produzione. Il compositore abruzzese “Guido Albanese” è sicuramente uno di questi: nipote di Francesco Paolo Tosti, altissimo funzionario SIAE, e compositore attento e produttivo, è ricordato oggi soltanto in alcuni ambienti legati al canto popolare, come autore della celebre “Vola, vola, vola…”, sorta di inno non-ufficiale dell’Abruzzo nel mondo. E’ vero che questa canzone ha vinto il festival della canzone italiana organizzato nella Salle Pleyel a Parigi nel 1953 ; è vero che Albanese è stato infaticabile animatore delle Maggiolate di Ortona (Ch), festival della canzone d’autore in dialetto abruzzese; è vero   che “Vola, vola, vola…” è diventata la colonna sonora dell’imitazione di Crozza avente ad oggetto l’abruzzesissimo Antonio Razzi…ma è anche vero che le canzoni dialettali, nel quadro dell’intera produzione di Albanese, non rappresentano la maggior parte del corpus, sia quantitativamente che qualitativamente:  Albanese è stato molto di più, ed ultimamente c’è stata una certa attenzione verso la sua figura in occasione del 50° anniversario dalla morte (2016), anno in cui è stato organizzato un concerto dell’Orchestra Filarmonica Giovanile D’Abruzzo diretta da Giacomo di Tollo, che ha mostrato un Albanese non influenzato dalla tradizione accumulatasi sui suoi brani popolari d’autore. “E’ stata l’occasione per spolverare un po’ il suo catalogo” dice  di Tollo “che, edito da EDT, conta 238 titoli. Nuove ricerche, condotte dall’Istituto Nazionale Tostiano e dall’Associazione Amici Della Musica Guido Albanese, ne stanno facendo crescere il numero, e tra questi titoli, la produzione di colonne sonore è sicuramente la più interessante, in quanto riesce a fornirci una precisa immagine del compositore e del contesto in cui era inserito”.

Albanese nacque in una agiata famiglia di provincia, ad Ortona (Ch) il 2 dicembre 1893; iniziò gli studi di composizione ai tempi del liceo e si diplomò in strumentazione per banda e composizione presso il liceo musicale di Bologna; prese parte alla grande guerra come sottotenente dei Bersaglieri, e nel 1922 si trasferì a Roma per studiare composizione: vi rimase ininterrottamente fino alla morte, avvenuta nel 1966 . Nel 1924 fu nominato Cavaliere dell’ordine della Corona d’Italia,  primo di una serie di onori (e oneri) ricevuti in vita. Nel 1960 fece parte (insieme a Totò!) della commissione valutatrice del Festival Di Sanremo, a testimoniare il grande rapporto avuto con in mondo dello spettacolo.

Albanese scrisse musica per il cinema, documentari e radio, per un totale di 12 colonne sonore, collaborando con registi quali Mario Camerini, Guido Brignone, Filippo Paolone, oltre a quattro composizioni dedicate a teatro musicale, balletto e musica di scena;  molta della musica che si ascoltava durante i cinegiornali Luce era proveniente dalla sua penna, così come i commenti radiofonici che accompagnarono diverse iniziative radiofoniche e governative, come la promozione del “Concorso per i fanciulli d’Italia”, iniziativa radiofonica dell’EIAR a cui si partecipava rispondendo al quesito “Qual è il più grande avvenimento del 1938? E perché?”.

Tra le colonne sonore, merita sicuramente una menzione quella per il film “Giallo”, di Mario Camerini (1933). Si tratta di tre numeri: Introduzione, Rumba Gialla e Valzer Giallo (quest’ultimo, con versi di Ennio Neri), che formano una colonna sonora completamente nel gusto dell’epoca, con strizzate d’occhio all’America proibita, inserite nel contesto di un sinfonismo Respighiano immediatamente associabile al periodo tra le due guerre. Questa colonna sonora è caduta nel dimenticatoio, fin quando il pianista Giovanni Sabella la ha riproposta in un concerto a Bruxelles nel 2017. I ballabili sono fortemente in battere, come si suonavano all’epoca.

Insomma, un musicista da riscoprire, tramite l’esecuzione delle sue opere e la riflessione sugli scritti che ci lasciò in vita…ne riparleremo….

Roberto De Grandis

 

 

Vice-presidente dell’Istituto Nazionale Tostiano

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