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Giacomo Di Tollo

Questo sito contiene tutte le informazioni sull'attività di Giacomo di Tollo, pianista italiano itinerante in Europa, insieme ai vari interessi circa la musica della sua terra, la musica della storia della sua terra, la scienza e l'intelligenza artificiale. In queste pagine é anche presente un Blog contenente le riflessioni quotidiane del musicista.

"In questo sito e blog troverete le tante riflessioni su argomenti che mi hanno appassionato durante gli anni: argomenti legati al pianoforte, alla storia della musica, alla musica del mio Paese, all'intelligenza artificiale, e a tutti i collegamenti tra questi argomenti. Voglio condividere con voi i miei spunti e mi piacerebbe conoscere i vostri!"

in Musica Abruzzese - Storia della Musica

Francesco Paolo Tosti: “Sir”… ma non baronetto

Chi segue questo blog è a conoscenza del fatto che l’Associazione Amici Della Musica Guido Albanese, di cui Giacomo di Tollo è presidente, ha preso la sana abitudine di donare un ritratto di Francesco Paolo Tosti (opera di Novelia Marinozzi) a personalità musicali e imprenditoriali legati a Tosti o al territorio (guarda ad esempio questo articolo). Tosti è chiaramente il musicista abruzzese più celebre al mondo, e la sua presenza nei più svariati consessi ha favorito un’abbondanza di informazioni, alcune delle quali non propriamente esatte. Ed è per questo che voglio pubblicare uno scritto del Commendatore Nicola Serafini, comparso sulla stampa locale diverso tempo fa, in guisa di nota di disambiguazione sui titoli conferiti dalla corona inglese al Nostro. Ringrazio l’ortonese autore per avermelo messo a disposizione e per aver chiarito questi equivoci.

 

Gli scritti dell’indimenticato Francesco Sanvitale e di Gianfranco Miscia ci informano che il celebre musicista ortonese Francesco Paolo Tosti (1846-1916), molto famoso ai suoi tempi, ricevette varie onorificenze italiane e straniere, Grand’Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia (era stato insignito già Commendatore nel 1892), Cavaliere dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro nel 1883, Cavaliere di Commenda (propriamente Cavaliere Comandante) dell’Ordine Reale Vittoriano (Regno Unito), Ufficiale della Legion d’Onore nel 1907 (Francia), Commendatore dell’Ordine Reale di Isabella la Cattolica nel 1893 (Spagna), Commendatore dell’Ordine del Liberatore (Venezuela), Cavaliere dell’Ordine di Leopoldo nel 1883 (Belgio), Commendatore dell’Ordine della Corona Wendica nel 1887 (Granducato di Meclemburgo-Strelitz), Cavaliere dell’Ordine di Filippo il Magnanimo (Granducato di Assia-Darmstadt) e Medaglia “Litteris et Artibus” (Svezia e Norvegia).

Prima di soffermarci su una di queste onorificenze in particolare, è utile precisare il significato del termine inglese Baronet (Baronetto). Infatti è un errore tipicamente italiano quello di considerare Sir l’equivalente di baronetto. Questo termine risale al XIV secolo, anche se le casate dei cavalieri investiti con questo titolo presto si estinsero. Infatti solo dal 1611 Re Giacomo I Stuart tornò a concederlo a molti gentiluomini dietro un’offerta di denaro (come avvenne, tra il Sei e il Settecento, col titolo di Patrizio Veneto concesso dalla Serenissima Repubblica di Venezia per rimpinguare le sue casse). Questo titolo, non nobiliare (i Baronetti non sono Pari del Regno), ma onorifico ed ereditario, non ha un termine di paragone con un equivalente titolo italiano prima della costituzione della Repubblica, ma si collocherebbe, eventualmente, tra quelli di barone e cavaliere ereditario. Nel Regno Unito dopo il 1965 fu investito un solo baronetto, nel 1990, il marito di Margareth Thatcher. Attualmente nel Regno Unito vi sono circa 1270 baronetti e come è noto a loro spetta il titolo di Sir, mentre il loro cognome è seguito dalle abbreviazioni Bart. o Bt..

Nel Regno Unito solo agli insigniti dei due più alti gradi di Ordini cavallereschi spetta il titolo di cavaliere e il trattamento onorifico e personale, quindi non trasmissibile, di Sir. E’ il caso del nostro illustre ex concittadino. Nel 1896 la Regina Vittoria istituì il Royal Victorian Order (RVO), un Ordine cavalleresco dinastico, diviso in cinque gradi, concesso, con parsimonia ancora oggi, a coloro che avevano servito la Monarchia o il Sovrano a titolo personale e con distinzione. Francesco Paolo Tosti fu Maestro di Canto della Corte Reale Inglese, seppur non accreditato ufficialmente, per trent’anni (era stato insegnante dei principi reali Leopoldo duca di Albany e Beatrice, i figli più piccoli della Regina, e di altri giovani rampolli della Casa Reale) e ricevette la cittadinanza inglese agli inizi del 1907, fatto su cui scrissero vari giornali italiani e inglesi (“Giornale d’Italia”, “La Tribuna”, “Corriere della Sera” e “Daily Telegraph”). Inoltre fu docente al Royal College of Music e dal 1894 alla Royal Academy of Music, della quale fu membro del Consiglio di Amministrazione. Nel bel museo a lui dedicato ed ospitato nel Palazzo Corvo di Ortona, in una bacheca, si possono ammirare i vari inviti che ricevette per le cerimonie alla Corte di San Giacomo, dove fu sempre tenuto in grande considerazione. In quelli che vanno dal 1884 al 1903 viene chiamato Signor, mentre in uno del 1907 Commendatore. Infatti nel 1897, ad appena un anno della sua istituzione, venne insignito, direttamente dalla Regina Vittoria, dell’onorificenza di Membro di IV classe onorario (in quanto straniero) dell’Ordine Reale Vittoriano (MVO ovvero Member Victorian Order) corrispondente in Italia al grado cavalleresco di Ufficiale. Nel 1907 venne promosso Commendatore, più propriamente Comandante (CVO, ovvero Commander Victorian Order), non più onorario, in quanto era diventato cittadino britannico. L’11 dicembre 1908, come si può leggere in “The London Gazette”, Re Edoardo VII, suo fraterno amico, lo eleva al grado di Cavaliere di Commenda (corrispondente in Italia al grado di Grand’Ufficiale) dello stesso Ordine (KCVO, ovvero Knight Commander Victorian Order). E’ interessante notare come, in quella pubblicazione, venga definito Esquire, trattamento di cortesia che veniva concesso a coloro che ricoprivano determinati uffici di fiducia sotto la Corona. Altri giornali inglesi e giornali italiani quali “Daily Telegraph”, “Daily News”, “Daily Express”, “Il Mattino” e “Il Giorno”, riportarono la notizia. Da quel momento, quindi, Tosti potette fregiarsi del titolo di Sir previsto dal suo grado cavalleresco. Infatti nei successivi inviti a Corte, tra cui  quello alla cerimonia di incoronazione di Re Giorgio V (suo ex allievo, come anche la Regina consorte Maria di Teck) all’Abbazia di Westminster il 22 giugno 1911, viene correttamente anteposto al suo nome il titolo di Sir.

Francesco Paolo Tosti fu, dunque, Sir ma non baronetto.

 

Nicola Serafini

 

 

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