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Giacomo Di Tollo

Questo sito contiene tutte le informazioni sull'attività di Giacomo di Tollo, pianista italiano itinerante in Europa, insieme ai vari interessi circa la musica della sua terra, la musica della storia della sua terra, la scienza e l'intelligenza artificiale. In queste pagine é anche presente un Blog contenente le riflessioni quotidiane del musicista.

"In questo sito e blog troverete le tante riflessioni su argomenti che mi hanno appassionato durante gli anni: argomenti legati al pianoforte, alla storia della musica, alla musica del mio Paese, all'intelligenza artificiale, e a tutti i collegamenti tra questi argomenti. Voglio condividere con voi i miei spunti e mi piacerebbe conoscere i vostri!"

in Recensioni

Recensione del CD “Urban Landscape” di Mykolas Natalevicius

Paesi Baltici e Musica

Da qualche anno ormai intrattengo rapporti scientifici con i paesi baltici, ed in particolare con l’Estonia, di cui sono residente elettronico (un favoloso piano di network civile sviluppato dal governo estone, clicca qui se non lo conosci). Si tratta di paesi giovani ed estremamente dinamici, in cui i cambiamenti che si possono osservare da un anno ad un altro lasciano interdetti noi union-europei della prima ora. E questo dinamismo si manifesta anche (quando non soprattutto) nella musica, in un contesto in cui le nuove espressioni sono frequenti e coordinate. Ad esempio, l’unione dei compositori lituani (LKS) produce una nuova serie di CD dal titolo “First”, che presenta gli esordi discografici di compositori lituani con lo scopo di attrarre attenzione internazionale verso questi giovani e talentuosi creatori. E ci è capitato tra le mani il CD di uno di loro: Mykolas Natalevicius.

Mykolas Natalevicius

 

Mykolas è nato nel 1985 e si è accostato alla musica relativamente tardi, mostrando la curiosità e le molteplici direzioni che di solito intraprende chi si accosta alla musica non giovanissimo (esempio più celebre: Giacomo di Tollo). Nella sua musica confluiscono diverse esperienze legate alla vita della città, alla religiosità e a diversi aspetti che lo affascinano fin da bambino, come le campane ed i suoni dell’ambiente. La particolarità del suo linguaggio è che l’unione di queste esperienze porta a sviluppare un dizionario musicale molto personale e definito, al contrario di molti compositori attuali che navigano in diverse acque spostandosi (o meglio, riciclandosi) a seconda del vento che tira. In un certo senso, la sua musica è molto vicina alla pittorica di  Wes Lang, artista che fa confluire l’immenso patrimonio grafico americano nel suo linguaggio chiaramente identificabile, e per questo prezioso.

Urban Landscape

Il CD si intitola “Urban Landscape”, ed è stato prodotto con il supporto del ministero lettone della cultura. Si compone di sette brani, per una durata totale di 48 minuti e 53 secondi. I brani contenuti sono:

  1. United Airlines 232;
  2. Ave Maria;
  3. Malda;
  4. Doppler Effect;
  5. O Crux Ave;
  6. Kampana;
  7. Urban Landscape.

 

Se mai volessimo riassumere in una frase l’universo sonoro di Mykolas Natalevicius, diremmo che nella sua musica dialogano lunghe note che cercano di modificarsi di continuo, e questa definizione può essere ben indentificata in Doppler Effect, il cui titolo rimanda anche agli interessi scientifici del compositore (che nel 2015 ha discusso una tesi intitolata Aspects of Style and Composition in Drone Music). Partendo da questa idea, questo pattern può essere trovato in altri lavori, quali ad esempio  United Airlines 232. Il brano è una riflessione sulla morte,  e la sua particolarità risiede nella struttura, in  cui le proporzioni rispecchiano esattamente le diverse fasi temporali del disastro aereo avvenuto nel 1989. Il compositore è riuscito, facendo dialogare le sue note lunghe, a restituire un autentico senso di disastro. Questo è particolarmente vero quando il compositore utilizza delle scale ascendenti. Cosa stanno a simboleggiare? L’aereo che decolla? Le anime dei defunti? Non lo sappiamo e non vogliamo saperlo: ci basta chiudere gli occhi e lasciare che questo movimento ascendente ci porti da qualche parte.

In Kampana il disastro lascia spazio alla meditazione. Le note lunghe sembrano domandarsi: cosa faccio? Devo cambiare, o rimanere quello che sono? La risposta è fornita dalle campane, ed  è un invito alla meditazione. Dal punto di vista dell’ascoltatore, si tratta di una graduale esplorazione  del suono delle campane dal suo interno, chiaramente ispirata dalla musica spettrale, in cui lo spettro del suono della campana è esplorato gradualmente fino ad arrivare allo spettro globale.

O Crux Ave ed Ave Maria sono il punto di arrivo delle domande poste dalle note lunghe. Si basano su sistemi armonici diversi (ma oserei dire, consonanti) e sono chiaramente ispirati dal sentimento religioso del compositore.

Non voglio annoiare oltre il lettore, anche perché a mio avviso Mykolas non è completamente d’accordo sulla mia descrizione della sua musica. Ma il suo lavoro a mio avviso rappresenta bene l’idea che mi sono fatto degli abitanti del suo paese, molto rivolti alle diverse opzioni che il futuro riserva loro, anche se queste opzioni vengono dal loro passato, o dal passato di altri. Bravo!

 

 

 

 

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