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Giacomo Di Tollo

Questo sito contiene tutte le informazioni sull'attività di Giacomo di Tollo, pianista italiano itinerante in Europa, insieme ai vari interessi circa la musica della sua terra, la musica della storia della sua terra, la scienza e l'intelligenza artificiale. In queste pagine é anche presente un Blog contenente le riflessioni quotidiane del musicista.

"In questo sito e blog troverete le tante riflessioni su argomenti che mi hanno appassionato durante gli anni: argomenti legati al pianoforte, alla storia della musica, alla musica del mio Paese, all'intelligenza artificiale, e a tutti i collegamenti tra questi argomenti. Voglio condividere con voi i miei spunti e mi piacerebbe conoscere i vostri!"

in Recensioni

“Vita di Mozart” di Stendhal

In questo articolo esporrò qualche pensiero su ”Vita di Mozart” di Stendhal, che rappresenta l’esordio del giovane soldato napoleonico nel mondo della letteratura.

Il film “Amadeus‘” di Milos Forman (1984) è un must per tutti gli appassionati di musica e di cinema tout-court. Ricordo esattamente la mia prima visione del film all’età di 11 anni; Non avevo ancora iniziato lo studio del pianoforte e di Mozart conoscevo  solo qualche brano che suonava al pianoforte il mio papà. A quel tempo compresi poco, ma ricordo esattamente la risata divertita del Maestro alla fine del film. Poi lo rividi durante la lezione di educazione musicale in terza media e ci capii qualcosa in più. Dopodichè, nel corso degli anni, lo vidi ancora una dozzina di volte in diverse lingue; e se tutt’ora mi capitasse in mano il DVD o altro lo riguarderei ancora con piacere.

Ma perché sto parlando del film ”Amadeus”, quando mi sono ripromesso di recensire ”Vita di Mozart” di Stendhal? Semplicemente perché mi sono reso conto che alcuni concetti espressi nel film sono ricavati fedelmente da questa biografia, o perlomeno da diversi episodi in essa contenuti. Essendone stato piacevolmente colpito intendo evidenziarli e condividerli con tutti coloro che leggeranno questa mia breve recensione.

  •  Il primo avviene dopo la rappresentazione de “Il Ratto del Serraglio”, quando l’imperatore sostiene che nell’opera ci sono troppe note e suggerisce di toglierne qualcuna. Mozart risponde che le note presenti sono quelle di cui si ha bisogno, né più né meno, e che non toglierà alcunché.
  • C’è un piccolo diverbio tra Mozart e Salieri: il primo definisce l’amore come il sentimento nazionale tedesco, provocando una certa opposizione di Salieri, che invece lo attribuisce, ovviamente, all’Italia. Stendhal sviluppa questo punto, precisando che le l’amore è concepito in modo diverso nelle due culture: in Italia si tratta di un amore passionale, in cui convergono tutte le forze; in Germania invece l’amore viene espresso in modo malinconico e privo di totale coinvolgimento. Per questo motivo Stendhal rimprovera Mozart di non essere riuscito ad esprimere appieno il concetto “italiano” dell’amore, che invece appare evidente in Cimarosa. Infatti, a mio parere, è proprio Cimarosa il grande protagonista dello scritto, all’interno del quale l’autore ha voluto dedicargli ampio spazio. Così come hanno fatto altri scrittori (vedi Tosca di Sardou). Molto probabilmente oggi abbiamo dimenticato quanto Cimarosa fosse importante ed influente all’epoca; basti pensare che Stendhal stesso si innamorò della musica e dell’Italia proprio ascoltando Cimarosa! Per tornare alla recensione, un punto ben spiegato nel libro è la differenza di concezione dell’amore nei diversi popoli dove l’autore ha dato il meglio di sé; ha saputo renderlo talmente interessante che anche solo questo passaggio vale la lettura di tutto il libro.
  • Nel libro compare il misterioso committente del Requiem: Scena che mi ha fatto ripercorrere mentalmente tutte le vicende del film legate a questo personaggio.
  • In più di un passaggio del libro, alla domanda:<< Dov’è la partitura di questo brano?>> Mozart risponde <<Nella mia testa>>; esattamente come  nella scena del film in cui l’imperatore propone in omaggio a Mozart la marcetta composta da Salieri (e se non ricordo male, la partitura del Flauto Magico, più tardi nel film).

Citazioni dal libro:

  • Tutto lo charme dipende dall’immaginazione, e la musica non ha niente di reale;
  • Cimarosa è riuscito a rappresentare “il trasporto e la grazia” (i.e. la vitalità italiana), mentre Mozart “una malinconia dolce e sognante” (i.e., la celestialità germanica);
  • la gioia di Mozart bambino era di trovare le terze sul pianoforte;
  • la famiglia di Mozart era originaria di Ausburg (Augusta?);
  • nella chiesa degli orfanelli di Vienna Mozart diresse, di fronte alla corte imperiale, il suo duetto per due trombe insieme ad un mottetto e a una messa;
  • Mozart aveva una predilezione spiccata per Haendel e Boccherini;
  • A Napoli Mozart suonò nel Conservatorio della Pietà, prima della creazione del conservatorio San Pietro a Majella che deriva dalla fusione tra i quattro precedenti conservatori della città;
  • l’Ouverture di Don Giovanni è stata scritta da Mozart a ridosso delle prove, in pochissimi giorni insonni. C’è chi pretende di riconoscere, nella partitura, i passaggi in cui Mozart fu vinto dal sonno e quelli in cui si sarebbe svegliato di soprassalto;
  • Un pittore, volendo adulare Cimarosa, gli disse che lo riteneva superiore a Mozart. Cimarosa rispose:<<Che direste voi a chi vi dichiarasse che siete superiore a Raffaello>>;
  • Artaria pubblicava senza il consenso di Mozart;
  • Mayer, Paer e i loro imitatori, cercavano da tempo di adattare il genere tedesco al gusto italiano, e, come tutti i mezzo-termine, piacendo agli incerti di entrambe le parti avevano un successo (…);
  • Mozart disse che gli accompagnamenti tedeschi non sono guardie d’onore per il canto, ma gendarmi;
  • Gli italiani non erano favorevoli alla musica di Mozart (colpevole di frastuono e pestio tutto tedesco), fin quando un benestante fece provare alla sua orchestra il Don Giovanni per sei mesi. L’esecuzione convinse tutti;
  • Nessuno in sala osava ammettere la noia e ognuno, pur sbadigliano, assicurava al proprio vicino che il tutto era bellissimo’;
  • Mozart è oggi di moda nell’alta società che, sebbene priva di passioni, pretende sempre di far credere di averne;
  • La fine della musica è stata quando la melodia ha perso la sovranità sulla musica, a scapito dell’armonia.

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