MENU
Giacomo Di Tollo

Questo sito contiene tutte le informazioni sull'attività di Giacomo di Tollo, pianista italiano itinerante in Europa, insieme ai vari interessi circa la musica della sua terra, la musica della storia della sua terra, la scienza e l'intelligenza artificiale. In queste pagine é anche presente un Blog contenente le riflessioni quotidiane del musicista.

"In questo sito e blog troverete le tante riflessioni su argomenti che mi hanno appassionato durante gli anni: argomenti legati al pianoforte, alla storia della musica, alla musica del mio Paese, all'intelligenza artificiale, e a tutti i collegamenti tra questi argomenti. Voglio condividere con voi i miei spunti e mi piacerebbe conoscere i vostri!"

in Storia della Musica

Vivaldi

Voglio riproporre in questo articolo un piccolo scritto che buttai giù una quindicina di anni fa per il giornalino della parrocchia (o dell’ispettoria, non ricordo più). Il documento voleva introdurre ai non esperti la figura di Antonio Vivaldi. Visto che, approfittando della mia parentesi veneziana, farò altri interventi sul compositore, voglio riproporvi il testo esattamente come lo scrissi da ragazzino. Nella foto  riportiamo il violino di Luigi di Tollo durante una esibizione presso la Chiesa di San Giovanni in Bragora a Venezia. Ne riparleremo.

Antonio Vivaldi

Antonio Vivaldi (Venezia 1678-Vienna 1741) può essere considerato il maggior compositore italiano del periodo barocco: gran parte della sua produzione è costituita da concerti solistici, concerti grossi (nei quali si intravede l’influenza di Arcangelo Corelli, maestro assoluto del genere), doppi concerti, e altra musica strumentale, ma fu anche autore di musica sacra (tra la quale un bellissimo Magnificat) e di melodrammi oggi caduti nell’oblio, ma rappresentati in diverse città italiane nel periodo in cui furono composti.
E’ sicuramente nei concerti solistici che Vivaldi diede il meglio di sè, esercitando una grande influenza per quanto riguarda lo sviluppo della forma. Abilissimo suonatore di violino, contibuì
molto anche allo sviluppo di questo strumento, che nel periodo barocco ebbe il suo massimo successo: il prete rosso (così venne chiamato per la fulva capigliatura) scrisse circa 210 concerti solistici per violino e orchestra; a questi vanno aggiunti concerti per altri strumenti quali flauto, corno, oboe, mandolino, liuto e tanti altri, molti dei quali oggi in disuso.
La sua produzione è quindi numerosa: circa 500 composizioni strumentali alle quali vanno aggiunte i melodrammi e la musica sacra. Si può notare quindi una notevole facilità di scrittura nel
compositore veneziano (ci è tramandato come egli si vantasse di poter scrivere un concerto per violino e orchestra in un tempo minore rispetto quello necessario ad un violinsita per eseguirlo);
troppo facile per un compositore come Igor Stravinskji, che faceva notare come Vivaldi avesse scritto 400 volte lo stesso concerto; ci fu anche nei contemporanei di Vivaldi (ad es. Goldoni, nelle sue memorie) chi disse che egli era un grande violinista, ma un mediocre compositore.
A smentire implicitamente queste osservazioni  fu il più grande musicista contemporaneo di Vivaldi (e dal mio punto di vista il più grande di tutti i tempi): Johann Sebastian Bach, il quale studiò attentamente l’opera di Vivaldi (ma anche quella
di altri autori italiani, Frescobaldi e Albinoni sopra tutti), ricavandone preziosi insegnamenti che fece confluire nella sua musica, e trascrivendo alcune delle sue composizioni (bellissimo
è il concerto per quattro clavicembali e orchestra BWV  1065, trascritto da un vivaldiano concerto pre quattro violini e orchestra).

 

 

One Comment

Lascia un commento